Il bello e il brutto

Oramai siamo abituati a distinguere tra bello e brutto, eppure la bellezza non è univoca. Il bello è soggettivo e lo vediamo tutti i giorni da quando l’uomo è apparso sulla terra.

Dico sempre che per distinguere il bello è il brutto sono sufficienti gli occhi di una madre, per lei il suo bimbo è sempre bello, anche nelle sue imperfezioni.

Il concetto di bello ha attraversato i secoli, rendendo belle le formose donne di Botero, i nasi appuntiti dei volti egiziani, quelli decisamente molto segnati dei pittori olandesi.

Erano belli i capelli vaporosi degli anni settanta – chi di voi non inorridisce guardando una sua foto datata – quanto i tagli superscolpiti degli anni ottanta, le maches cambiano nome e diventano shatush e la “riga nera” di Marilyn rimane un must dello sguardo languido.

La bellezza cambia a seconda dell’epoca storica che attraversiamo, ma spesso finisce con l’essere un semplice modello da seguire invece di un inclinazione al volersi bene. Per questo si finisce col vedere seni tutti ugali, labbra a canotto, ciglia che sembrano delle pelliccette.

Essere belli signfica sopratutto riconoscersi: ogni mattina guardandosi allo specchio si deve vedere una persona che conosciamo, che amiamo, che fa vedere all’esterno quello che siamo dentro.

La bellezza, e il trucco permanente, non devono diventare maschera, per coprire e celare ciò che c’è nel nostro animo.

I trucchi – che ci sono sempre – devono essere invisibili, regalarci quella leggerezza che Calvino non confondeva con la superficialità, ma con la capacità di approciare al mondo dell’estetica senza esperazione.

Poi c’è il bello che non è adatto a tutti: Frida Kalho, ciglia super folte quasi a toccarsi al centro della fronte, eppure nel suo essere era magnetica, bella e capace di ammailiare gli uomini che hanno attraversato la sua vita. Il bello che diventa icona, come Marylin, come Greta Garbo, come Brigitte Bardot.

Ci si può ispirare, ma non si può imitare, si finisce col diventare fotocopie di un mito che non si riesce ad imitare, alimentando la frustrazione.

Compito per tutti? scoprire una propria bellezza, recuperando stili e modelli, miscelarli con la propria personalità per rimanere se stessi magari con qualche piccolo Trucco.

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